
Mentre guido i miei pensieri vanno alla prossima tappa, alla prossima area di servizio, ormai elemento costante dei miei lunghi viaggi, per bere un buon caffè ed augurandomi venga fatto con una macchina italiana.
Finalmente trovo un bar ed ancora intorpidito dal risveglio mi addentro in un mare di voci dove tutto sembra baccano per le mie orecchie.
Mi avvicino al bancone dove invece trovo un piccolo gruppo di persone in doppia fila ed in un'attesa silenziosa quasi cerimoniale.
Volgo lo sguardo verso il barman e quel frastuono d'un tratto si trasforma quasi per incanto in opera orchestrale fatta di gesti, suoni, ripetizioni, sbuffi, sibili...
Rimango quasi ipnotizzato da una ritualità quotidiana, ammirato dalla maestria quasi orchestrale di quest'uomo che, incurante di ciò che sta alle sue spalle, si addopera a musicare un rito apparentemente così ripetitivo ma diverso nelle sue note.
La sua macchina, italiana, ha una linea forte, classica, le sue parti metalliche brillano come strumenti a fiato, sicuramente tecnologicamente avanzata ma pare avere un'anima, come un violino antico sembra portare nelle sue note suoni di tempi lontani.
Non dimenticherò mai questo suono perchè non sarà più rumore...
un barman appassionato, il miglior maestro
un caffè scelto, la miglior composizione
una macchina italiana... la miglior orchestra
M.B.